Italien
1. Il verbo MANGIARE indica in primo luogo l’azione di ingerire alimenti solidi o semisolidi, a sua volta articolata in tre azioni successive: presa degli alimenti, masticazione, deglutizione (m. carne, pesce, verdura) 2. e in secondo luogo l’azione di consumare un pasto (m. a casa, al ristorante; a che ora mangiamo?). 3. Usato senza complementi, mangiare indica il nutrirsi (è stato tre giorni senza m.). 4. Dal significato materiale deriva quello figurato di fare guadagni illeciti e ruberie a danno di privati o della pubblica amministrazione (sul MOSE hanno mangiato in molti). 5. In senso più specifico, mangiare può significare rodere o rosicchiare, non necessariamente un cibo e non necessariamente da parte di una persona (m. il cappuccio della penna, i tarli mangiano il legno, la ruggine ha mangiato la carrozzeria). 6. In alcuni giochi di carte, mangiare vale portar via una carta all’avversario con una carta di maggior valore; nel gioco degli scacchi o della dama, vuol dire prendere un pezzo all’avversario: gli ha mangiato la regina. 7. Frequentemente mangiare è usato nella forma pronominale mangiarsi, a cui il pronome dà un valore di maggiore partecipazione all’azione, materiale (mi mangio un panino, si è mangiata un pollo intero) 8. o figurata (si è mangiato l’intero patrimonio di famiglia, cioè lo ha dilapidato). 9. Sempre in senso figurato, mangiare una persona vuol dire riempirla di rimproveri e minacce (se non la pianta, me lo mangio vivo) 10. o anche vincerla con facilità in una competizione: nella finale si è mangiato l’avversario. 11. In un ambito più specifico, mangiarsi vuol dire rosicchiarsi (mangiarsi le unghie) 12. e, in senso figurato, non realizzare qualcosa, sbagliando più o meno clamorosamente: si mangia le parole; nell’esecuzione si è mangiata una nota; si è mangiato un gol proprio all’ultimo minuto. Citazione Vennero intanto le vivande in abondanza; e appresso, chetamente da’ famigliari con bello e grande ordine serviti, di quelle rallegrato ciascuno, tutti lieti e motteggiando festevolmente mangiammo. Sebastiano Erizzo, Le sei giornate Vedi anche Alimento, Bere, Carne, Cibo, Cotto, Crudo, Cucina, Pesce
v. tr.
1. v. tr.
2. Ingerire un cibo solido, masticandolo e deglutendolo: m. carne, frutta, verdura; ho bisogno di m. spesso; m. di gusto, con appetito, di mala voglia ‖ Fare, preparare da mangiare, cucinare ‖ Mangiare a quattro palmenti, per quattro, a crepapelle, in modo abbondante e vorace ‖ Mangiare di magro, astenersi dalla carne ‖ Mangiare in bianco, cibi leggeri e poco conditi ‖ Mangiare per vivere, arrangiare il necessario, essere parco ‖ Mangiare un boccone, consumareun pasto frugale e veloce ‖ Mangiarsi le unghie, avere il vizio di rosicchiarle, spec. in momenti di particolare tensione ‖ Vivere per mangiare, essere sempre affamato, ingordo, goloso ‖ iperb. Non ti mangio mica!, non aver paura, non ti faccio niente di male ‖ fig. Mangia e dormi, persona molto pigra: quel ragazzo è un mangia e dormi impenitente | Mangiare alle spalle di qualcuno, farsi mantenere da qualcuno | Mangiare il pane a ufo, a tradimento, farsi mantenere, non fare niente per guadagnarsi da vivere | Mangiare il pane dello Stato, del governo, avere un impiego statale | Mangiare la foglia, accorgersi di un inganno, intuire un sotterfugio | Mangiare la minestra in testa a qualcuno, essere più alto o più bravo di qualcuno | Mangiare, mangiarsi qualcuno con gli occhi, guardarlo con vivo desiderio | Mangiarsi il fegato, l'anima, rodersi per l'invidia, l'ira e sim. | Mangiarsi la parola, non mantenere una promessa | Mangiarsi le mani, pentirsi, rammaricarsi, spec. per essersi lasciati sfuggire un'occasione | Mangiarsi le parole, una sillaba, una lettera, parlare in fretta non pronunciando, o pronunciando male, parole, sillabe, lettere | Mangiarsi qualcuno dai baci, ricoprirlo di baci | Mangiarsi vivo qualcuno, rimproverarlo aspramente
3. Consumare un pasto: hai già mangiato?; andiamo a m.! ‖ Mangiare alla carta, scegliendo dalla lista delle vivande ‖ Mangiare a prezzo fisso, secondo una lista prefissata
4. estens. Corrodere, intaccare: un vecchio cancello mangiato dalla ruggine ‖ Consumare ‖ fig. Mangiarsi la via, camminare rapidamente e percorrerla in un attimo
5. fig. Dissipare, sperperare: si sono mangiati il patrimonio; si è mangiata tutta l'eredità in pochi mesi ‖ fig. Mangiare la camicia a qualcuno, prendergli tutto, rovinarlo
6. fig. Guadagnare in modo illecito: un affare in cui tutti mangiano
7. fig. Soverchiare, sopraffare: m., mangiarsi l'avversario
8. fig. Nel gioco degli scacchi, della dama e delle carte, guadagnare un pezzo, una carta, sottraendoli all'avversario: m. una pedina, una dama, un alfiere
9. MAR Del mare in tempesta, spazzare via ciò che si trova sul ponte della nave ‖ Farsi mangiare il remo, lasciarne bloccare la pala dall'acqua ‖ Mangiare il vento, di natante a vela, essere posto in modo tale da impedire che il vento raggiunga la vela di un'altra imbarcazione
10. come s.m.
11. Azione del mangiare: nel m. ci vuol moderazione; è lento nel m.
12. Ciò che si mangia: è pronto il m.?; m. squisito, insipido ‖ SIN. cibo ‖ dim. → mangiarìno ‖ PROV. Il pesce grande mangia il pesce piccolo, i deboli soccombono alle violenze dei forti | PROV. Lupo non mangia lupo, i potenti non si attaccano l'uno con l'altro | PROV. L'appetito vien mangiando, più si conosce qualcosa, più la si desidera
v.
1. v.tr. [sogg-v-arg]
2. Ingerire, masticando e deglutendo, una sostanza solida: m. pesce, frutta
3. estens. Consumare qlco., intaccarlo: la ruggine mangia i metalli; sperperare denaro
4. Pungere, morsicare qlcu. in molti punti: mangiato dalle zanzare
5. Nel gioco degli scacchi e della dama eliminare un pezzo dell'avversario; in alcuni giochi di carte portare via una carta all'avversario
6. v.intr. (aus. avere) [sogg-v] Consumare un pasto; spesso indica ripetitività e regolarità dell'azione SIN nutrirsi, cibarsi: è ora di m.; freq. con specificazione del modo o del luogo: m. in fretta, al ristorante
7. mangiarsi
8. v.rifl. [sogg-v-arg] Con valore intensivo, nei sign. del v.tr. 1-4: m. un panino; le pulci se lo mangiano
9. sec. XII
10. : fare da m., cucinare i cibi | m. alle spalle di qlcu.; m. il pane a ufo, farsi mantenere | m. in bianco, leggero, nutrirsi con cibi privi di condimenti, facilmente digeribili | m. la foglia, rendersi conto di una truffa, di un raggiro, di un tranello | m. pesante, nutrirsi con cibi di difficile digestione | mangiarsi il fegato, consumarsi dalla rabbia | mangiarsi la parola, non mantenerla | mangiarsi le mani, tormentarsi per un'occasione persa | mangiarsi le parole, pronunciarle male e non per intero | roba da m., cibo, alimenti
s.m.
1. Ciò che si mangia SIN cibo: il m. è in tavola
2. dim. mangiarino
3. sec. XIII
Sostantivo
dall'antico francese mangier, dal latino manducare, infinito presente attivo di manduco, da mando cioè "masticare" che sostituisce il più classico edo ovvero "mangiare" «Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare » (Rhetorica ad Herennium)
1. consumazione di cibi a mezzogiorno o a sera
2. (per estensione) ogni cibo o vivanda gustosi e piacevoli al palato oltre all'acqua, il mangiare è la primissima risorsa assolutamente necessaria per vivere
Sinonimi
(sostantivo) alimenti, cibo, derrate,pasto, pietanza, vivanda, vivande (verbo) sfamarsi, saziarsi, sostentarsi, rifocillarsi assaggiare, assaporare, gustare pranzare, cenare, pasteggiare (regionale) desinare, taffiare mangiucchiare (senso figurato) piluccare (regionale) spilluzzicare divorare, inghiottire, ingurgitare (familiare) rimpinzarsi, pappare (di metalli) corrodere, consumare, logorare, intaccare, erodere (di denaro) sperperare, dissipare, dilapidare, distruggere (senso figurato) rubare, estorcere, speculare, sfruttare (negli scacchi, dama) prendere, catturare consumare, gustare, cibare, alimentare
Parole derivate
biancomangiare, mangiafuoco, mangiarsi, mangiarumore, mangiata, mangiato, mangiucchiare, smangiare, smangiucchiare
Alterati
(diminutivo) mangiarino
Proverbi e modi di dire
fare da mangiare mangiare con gli occhi mangiare il fegato: mangiare il pane a tradimento: vivere alle spalle di qualcuno mangiare la foglia: comprendere le intenzioni altrui mangiare a quattro ganasce: mangiare frettolosamente e con avidità
Verbo
1. nutrirsi di alimenti solidi o semisolidi mangiare lentamente può moderare l'appetito, perché il cervello impiega dieci minuti per registrare la sensazione di sazietà L’alimentazione fornisce energia al corpo e teoricamente non si dovrebbe mangiare più di ciò che si consuma mangiare cibi troppo salati ed, in generale, una dieta troppo ricca di sodio o troppo povera di potassio, possono contribuire a determinare l’ipertensione arteriosa
2. (scacchi) muovere un pezzo sulla casella in cui sta un altro pezzo, eliminando così il secondo dal gioco devi mangiare il cavallo
Coniugazione
Indicativo — Presente io mangio tu mangi lui mangia noi mangiamo voi mangiate loro mangiano
Indicativo — Passato prossimo io ho mangiato tu hai mangiato lui ha mangiato noi abbiamo mangiato voi avete mangiato loro hanno mangiato
Indicativo — Imperfetto io mangiavo tu mangiavi lui mangiava noi mangiavamo voi mangiavate loro mangiavano
Indicativo — Trapassato prossimo io avevo mangiato tu avevi mangiato lui aveva mangiato noi avevamo mangiato voi avevate mangiato loro avevano mangiato
Indicativo — Passato remoto io mangiai tu mangiasti lui mangiò noi mangiammo voi mangiaste loro mangiarono
Indicativo — Trapassato remoto io ebbi mangiato tu avesti mangiato lui ebbe mangiato noi avemmo mangiato voi aveste mangiato loro ebbero mangiato
Indicativo — Futuro semplice io mangerò tu mangerai lui mangerà noi mangeremo voi mangerete loro mangeranno
Indicativo — Futuro anteriore io avrò mangiato tu avrai mangiato lui avrà mangiato noi avremo mangiato voi avrete mangiato loro avranno mangiato
Condizionale — Presente io mangerei tu mangeresti lui mangerebbe noi mangeremmo voi mangereste loro mangerebbero
Condizionale — Passato io avrei mangiato tu avresti mangiato lui avrebbe mangiato noi avremmo mangiato voi avreste mangiato loro avrebbero mangiato
Congiuntivo — Presente che io mangi che tu mangi che lui mangi che noi mangiamo che voi mangiate che loro mangino
Congiuntivo — Passato che io abbia mangiato che tu abbia mangiato che lui abbia mangiato che noi abbiamo mangiato che voi abbiate mangiato che loro abbiano mangiato
Congiuntivo — Imperfetto che io mangiassi che tu mangiassi che lui mangiasse che noi mangiassimo che voi mangiaste che loro mangiassero
Congiuntivo — Trapassato che io avessi mangiato che tu avessi mangiato che lui avesse mangiato che noi avessimo mangiato che voi aveste mangiato che loro avessero mangiato
Imperativo — Presente - mangia mangi mangiamo mangiate mangino
Infinito — Presente mangiare
Infinito — Passato avere mangiato
Participio — Presente mangiante
Participio — Passato mangiato
Gerundio — Presente mangiando
Gerundio — Passato avendo mangiato
L'alimentazione, in biologia, consiste nell'assunzione da parte dell'organismo, di alimenti indispensabili al suo metabolismo e alle sue funzioni vitali quotidiane prendendo in considerazione tutte le trasformazioni fisiche, chimiche e fisico-chimiche che i nutrienti assunti subiscono nel processo di digestione e/o assimilazione. Essa è considerata specifica degli organismi eterotrofi: una pianta non si alimenta, assume nutrienti.
In fisiologia l'alimentazione è distinta dalla nutrizione, un concetto considerato più ampio, che sottintende i processi metabolici di un organismo al fine di utilizzare quei principi nutritivi che ha assunto tramite l'alimentazione. Nonostante le distinzioni disciplinari, spesso, i termini alimentazione e nutrizione sono stati utilizzati come sinonimi in certe branche della medicina e nel linguaggio comune.
Si definisce "stato nutrizionale" il grado con cui sono soddisfatte le necessità fisiologiche di un individuo in relazione ai nutrienti introdotti con la dieta.
Alimentazione animale
Negli animali, fatta salva la disponibilità degli alimenti, la dieta assunta viene in gran parte determinata dalla percezione dell'appetibilità dei cibi.
Zootecnia
Uno degli elementi che hanno sviluppato la cultura dell'allevamento e successivamente la zootecnia è stato l'efficiente processo di trasformazione; per gli animali erbivori la conversione dei prodotti vegetali in proteine animali, per altre specie comunque, la trasformazione in prodotti più adatti allo scopo finale, per la maggior parte l'alimentazione umana. Il coefficiente di digeribilità di un alimento, per l'animale allevato, attualmente considera l'efficienza dell'assimilazione espressa come la quantità di sostanza (secca) ingerita su quella emessa con le feci.
Durante l'evoluzione
Durante l'evoluzione delle specie, gli ominidi hanno subito una variazione degli schemi alimentari dovuti ad una molteplicità di fattori. Dalla sua origine il genere umano è onnivoro, in grado di consumare una grande varietà di materiali vegetali e animali. Si rileva, addirittura che l'onnivorismo risale all'indietro nel tempo, accomunando panini e ominini a questa dieta, differenziandoli da altre linee evolutive. In questo senso, già dalle origini Homo è assimilato all'onnivorismo di scimpanzé e bonobo, e relativamente distante dal vegetarianismo degli oranghi.
Durante diverse fasi del paleolitico le varie specie ominide impiegavano caccia, pesca e raccolta quali fonti primarie di cibo, alternando ai vegetali spontanei le proteine animali, e precedendo nella storia evolutiva il reperimento di tali proteine tramite comportamenti saprofagi (etologia largamente diffusa in H. habilis). Si è provato che il genere Homo abbia usato il fuoco sin dal tempo della predominanza dalla specie Homo erectus che del fuoco faceva documentato uso, probabilmente anche per preparare e cucinare cibo prima di consumarlo. Secondo Lewis Binford, il nutrirsi di carogne animali si è esteso a generi successivi all'habilis, coinvolgendo il cosiddetto Uomo di Pechino (H. erectus).
L'uso del fuoco è diventato comunque documentalmente regolare nelle specie H. sapiens e H. neanderthalensis. Si ipotizza, su basi scientifiche, che un motore evolutivo per H. erectus, il primo ominide documentalmente in grado di cuocere i cibi sia stato costituito dal ricavare, con la cottura, più calorie dalla dieta, diminuire le ore dedicate all'alimentazione superando le limitazioni metaboliche che negli altri primati non hanno permesso un'encefalizzazione e uno sviluppo neuronale legato alle dimensioni del cervello in proporzione alle dimensioni corporee. Questo, unito ad un crescente consumo di proteine animali, documentatamente ascritto alla separazione Homo-Australopithecus, o H. habilis-H. erectus, avrebbe costituito un potente impulso evolutivo.
Nell'uomo moderno
L'alimentazione è un processo multifasico che dipende dall'integrità delle funzioni preposte, quali l'introduzione del cibo nella cavità orale, la masticazione, la deglutizione, la digestione, il transito intestinale, l'assorbimento e il metabolismo dei nutrienti. L'alimentazione dell'umano corrisponde al consumo consapevole di alimenti e bevande; è influenzata da fattori biologici, relazionali, psicologici, sensoriali o socio culturali.
Alimentazione artificiale e assistita
In alcuni periodi della vita come da neonato o anziano, nonché per alcune patologie, un organismo può non riuscire ad alimentarsi autonomamente, ma necessita di assistenza: si parla di «Alimentazione assistita».
Quando l'organismo viene nutrito per vie che aggirano la modalità naturale, si attua una «alimentazione artificiale» o «nutrizione artificiale» (dove, più propriamente, si intende "nutrizione per via artificiale"). Le scienze mediche (umane e veterinarie) si occupano delle modalità di somministrazione per vie artificiali in caso di patologie coinvolgenti gli apparati interessati all'introduzione del cibo.
L'alimentazione in altri eucarioti e nei procarioti
Come già descritto, i termini alimentazione e nutrizione sono a volte utilizzati come sinonimi: è stato usato il termine "alimentazione" riguardo a protisti come gli eliozoi, o ad organismi procarioti, per le cui caratteristiche, secondo altre definizioni, le due voci non dovrebbero coincidere.
Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA)
I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) sono patologie complesse caratterizzate da un disfunzionale comportamento alimentare, da un'eccessiva preoccupazione per il cibo o da una percezione alterata dell'immagine corporea. Lo stato di salute fisica è quasi sempre compromesso a causa delle scorrette condotte alimentari (per esempio: restrizione alimentare, consumo eccessivo di cibo con perdita di controllo, condotte di eliminazione e/o compensatorie) che comportano alterazioni dello stato nutrizionale.
Le categorie diagnostiche, secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali del 2013 (DSM-5), sono le seguenti:
- pica; - disturbo di ruminazione; - disturbo da evitamento/restrizione dell'assunzione di cibo; - anoressia nervosa; - bulimia nervosa; - disturbo da alimentazione incontrollata; - disturbo della nutrizione o dell'alimentazione con specificazione; - disturbo della nutrizione o dell'alimentazione senza specificazione.