Italien
s. f. [lat. casa, propr. «casa rustica»]. – 1. Costruzione eretta dall’uomo per propria abitazione; più propriam., il complesso di ambienti, costruiti in muratura, legno, pannelli prefabbricati o altro materiale, e riuniti in un organismo architettonico rispondente alle esigenze particolari dei suoi abitatori (è, come abitazione, termine generico, che sostituisce talora termini più particolari, come palazzo, palazzina, villa, villino, ecc.): c. di città, c. di campagna, c. rustica, c. colonica; c. soleggiata, ariosa, buia, esposta a mezzogiorno, a ponente; una zona di c. signorili; c. prefabbricate; c. popolari, costruite con finanziamenti dello stato o di altri enti pubblici e cedute con bassi canoni di affitto o a riscatto. Con denominazione propria e specifica: c. cantoniera, v. cantoniera1; c. forte, dimora signorile medievale, per lo più in campagna, che, pur senza avere l’apparato fortificatorio di un castello, poteva all’occorrenza essere difesa dagli assalti esterni; c. torre, v. casatorre; c. mobile, casa prefabbricata, specie di grossa roulotte, generalmente di legno con parti in laminati plastici o in lamierini d’acciaio, che può essere trasportata su appositi sostegni a ruote trainabili. Come nome proprio, e con sign. più ampio, Casa Bianca (traduz. dell’ingl. White House), la residenza del presidente degli Stati Uniti, e, per estens., il governo statunitense. 2. Edificio in cui convivono o sono accolte, per limitati periodi di tempo e per motivi particolari, determinate categorie di persone; l’istituzione stessa che l’amministra e il personale che è addetto al suo funzionamento: c. di cura (o anche c. di salute, per calco del fr. maison de santé), ospedale privato, clinica per particolari malattie; c. di riposo (o di ricovero, o anche assol. ricovero), istituto destinato a ospitare e assistere, gratuitamente o quasi, vecchi bisognosi di assistenza, infermi di malattie croniche; si chiamano c. di riposo anche speciali istituti, fondati espressamente per accogliere e assistere, al cessare della loro attività di lavoro, categorie particolari di persone, come ex ufficiali, artisti, attori, musicisti; c. di pena, prigione, reclusorio; c. di correzione, di cura e di custodia, di lavoro, di rieducazione; c. dello studente, istituto che fornisce agli studenti, in genere universitarî, alloggio e vitto; c. del soldato, luogo di ritrovo e di assistenza per militari di truppa di passaggio o che fanno parte d’una guarnigione; c. dei bambini, nome di istituti per bambini ideati da M. Montessori (1870-1952). Carattere proprio avevano, e in alcuni luoghi hanno, le c. del popolo, istituzioni create fin dalla prima costituzione del movimento operaio come luogo d’incontro e di riunione, sedi della cooperativa di consumo, della biblioteca, del circolo ricreativo, ecc.; con funzioni analoghe furono istituite, nel periodo del regime fascista, le c. del fascio. 3. a. Appartamento, o anche intero edificio, che una persona o una famiglia abita; con questo sign., è usato di norma solo al sing., e per lo più senza articolo, soprattutto quand’è seguito da agg. poss. (c. mia, c. tua; ma, con compl. di specificazione o agg. equivalenti, la c. di mio zio, la c. paterna), e nei varî usi con prep. (in c., di c., a c., per c., ecc.): avere, non avere una c. propria, o, più brevemente, avere, non avere casa; seconda c., quella, di proprietà, usata come residenza per i periodi di vacanza; ognuno è padrone a c. sua; non ci si comporta così in c. d’altri!; hanno suonato alla porta di c.; fermarsi a chiacchierare davanti a c.; andare al bar sotto c.; rovistare per tutta c.; essere in c., stare e restare in c. o a c., andare a c., tornare a c., rientrare in c.; avere qualcuno per c., per lo più con allusione a estranei o a persone moleste (e così, non volere gente per c.); mettersi il diavolo in c., fig., accogliere in casa persona noiosa, brontolona, che può creare fastidî; stare di c. in un posto, abitare, vivere: sta di c. in via Crispi, sta di c. a Milano (anche fig., fam., non sa dove stia di c. l’educazione); cercare c., per prenderla in locazione o per acquistarla; cambiare c., traslocare; mettere su c., ammobiliarla, arredarla dell’occorrente per abitarvi (anche fig., sposarsi e andare ad abitare in un appartamento proprio); mandare via di c., sfrattare (fig., escludere dalla convivenza con la famiglia); donna di c., che attende personalmente alle faccende domestiche, casalinga; maestro di c., maggiordomo; tagliatelle, dolci fatti in c., di manifattura casalinga. b. Frasi fig.: riportare la pelle a c., ritornar vivo dalla guerra, da qualche incidente o avventura rischiosa; tenere le mani a c., non metterle addosso ad altri, non fare atti confidenziali; tenere la lingua a c., tenerla a posto, frenarla; avere il cervello a c., avere la testa a posto, ragionare assennatamente; essere a c. propria, essere molto pratico di qualcosa: in fatto di motori io sono a c. mia; fam., a c. mia, secondo il mio uso, secondo il mio modo di vedere: questa, a c. mia, si chiama maleducazione. Proverbî: casa mia, casa mia, per piccina che tu sia (opp. bella o brutta che tu sia), tu mi sembri una badìa; ne sa più un pazzo in c. sua che un savio in c. d’altri; è meglio essere il primo in c. sua che il secondo in c. altrui; parlare di corda in c. dell’impiccato, di argomenti che procurano dolore o vergogna in chi li ascolta. c. estens. Patria, paese dove uno abita: conoscere la storia di c. nostra; quindi, c. d’altri, un paese straniero. Nel linguaggio sport. si dice che una squadra gioca in c., quando disputa un incontro sul proprio campo, fuori c., quando disputa un incontro sul campo dell’avversario; quindi, i padroni di c., la squadra ospitante. Nel calcio e sim., casa è detta talvolta anche la porta, con riferimento al portiere che la difende. d. Per estens. del sign. 3 a, è chiamato casa (o casina, casetta), nell’uso fam., il guscio o conchiglia dei molluschi, e in zoologia il nicchio dei tunicati. 4. a. Insieme di persone viventi in uno stesso ambiente, o in una stessa comunità, o accomunate dall’appartenenza a uno stesso partito o ideale politico: c. religiosa, comunità di religiosi; c. madre, di un ordine religioso, quella da cui dipendono altre case religiose; c. professa, quella dove i religiosi si preparano alla professione dei voti; C. delle libertà, il gruppo dei partiti della coalizione di centro-destra (altrimenti detto Polo per le libertà) riuniti sotto la leadership di Silvio Berlusconi a partire dalle elezioni politiche del 2001. b. Più particolarm., le persone conviventi di una stessa famiglia e quindi anche la famiglia stessa: tanti saluti a c. tua; pensare a c., scrivere a c.; è lui che tira avanti la c., guadagna quanto occorre per mantenere la famiglia; telefona a c. Rossetti (e mettendosi in contatto telefonico: Scusi, parlo con c. Bianchi?); è molto ricco di c. sua; appartiene a una c. rispettabile; ricòrdati che sei in una c. per bene; possiamo parlare con libertà, Giorgio è di c., è uno della famiglia, è persona intima; prendere in c. qualcuno, accoglierlo come parte della propria famiglia; è tutto c., è tutto di c., è tutto c. e famiglia, di chi ama la famiglia e preferisce stare in casa con i proprî che andare a divertimenti o sim.; essere c. e chiesa, attaccato alla famiglia e molto religioso; fare c. con qualcuno, fare c. comune, abitare insieme, nello stesso appartamento, formando quasi un’unica famiglia; fare gli onori di c., compiere gli atti di cortesia che spettano agli ospiti. c. Per estens., famiglia nobile e ricca, casato, stirpe, discendenza, dinastia: La fama che la vostra c. onora (Dante); disse ... che non si faceva così, e ch’era una c. grande, e che ai signori non si dice di no (Manzoni); è l’ultimo discendente di una nobile c.; C. Reale, i regnanti e i principi di sangue reale (anche posposto, nella locuz. fornitori della Real Casa); la C. d’Asburgo, la C. di Francia (ma: la casa civile e militare del capo dello stato, l’insieme dei funzionarî civili e dei militari addetti alla sua persona; e con sign. analogo la casa pontificia: v. pontificio). 5. Ditta, impresa, società commerciale: c. editrice; c. di commercio; c. di pegno, agenzia privata di prestiti su pegno; c. di spedizioni, ecc.; anche come nome generico: è una c. di antica tradizione; specialità della c., vino della c., prodotto dal proprietario del ristorante. Il termine compare inoltre nell’insegna di negozî di vendita di determinati prodotti: c. del caffè, c. del prosciutto, c. dell’arredamento, del giocattolo, dell’automobile; c. di moda, di confezioni. 6. a. Nel gioco degli scacchi o della dama, ognuno dei 64 quadrati in cui è divisa la scacchiera, alternativamente bianchi e neri, disposti in otto colonne verticali e in otto file trasverse orizzontali. b. Nel gioco di sbaraglino o tavola reale, due pedine accoppiate sopra uno stesso segno del tavoliere. 7. Ciascuna delle dodici regioni in cui l’astrologia antica immaginava suddiviso il cielo stellato, a ognuna delle quali competeva un particolare influsso nell’oroscopo in funzione della posizione dei pianeti. In partic., c. lunare, ciascuna delle 28 parti (corrispondente approssimativamente al percorso di un giorno) in cui gli antichi astronomi e astrologi suddividevano la striscia di cielo percorsa dalla Luna in una sua rivoluzione. 8. Locuzioni partic.: c. di Dio o del Signore, la chiesa; c. del diavolo, l’inferno; mandare a c. del diavolo, mandare all’inferno, togliersi uno dai piedi; abitare a c. del diavolo, fuori di mano, in luogo difficile a raggiungersi; fare una c. del diavolo (ma anche, spesso, con l’articolo masch., riferito all’intera locuz.: fare un casa del diavolo), un gran baccano; succedere una (o un) c. del diavolo, gran disordine o confusione: nel villaggio successe una c. del diavolo quando volevano mettere il dazio sulla pece (Verga). Denominazioni speciali sono inoltre: c. di bambola, costruzione in miniatura, per lo più di legno, fatta a imitazione delle reali case d’abitazione e riproducente in scala la disposizione delle stanze, il mobilio e l’arredo in modo da completare il gioco di simulazione con le bambole (in senso fig., abitazione molto piccola con arredi particolarm. decorati e leziosi: viveva in una c. di bambola); c. da (o di) gioco, luogo di convegno destinato al gioco d’azzardo; c. da tè (v. tè1); c. di tolleranza, postribolo (in quanto era tollerato dalla legge), detto pure, con altri eufemismi, c. equivoca, c. chiusa, c. di comodo, c. squillo, c. di appuntamenti, ecc. ◆ Dim. casina, casétta, casettina; vezz. e spreg. casùccia; accr. casóna, o casóne m., con accezione partic. (v.); pegg. casàccia (v.). V. anche casello, casino, casipola, casotto, casupola. TAV.
s.f.
1. Costruzione a uno o più piani adibita ad abitazione per uno o più nuclei familiari: c. di città, di campagna; c. di lusso; c. monofamiliare ‖ Casa a schiera, costruzione composta di appartamenti tutti uguali affiancati ‖ Casa mobile, prefabbricata, trasportabile come rimorchio o su un apposito rimorchio ‖ Casa popolare, destinata alle persone meno abbienti, alla cui costruzione contribuisce lo Stato o enti pubblici ‖ La Casa Bianca, residenza del Presidente degli Stati Uniti; estens. il governo americano ‖ ST Casa forte, nel Medioevo, dimora semifortificata di campagna ‖ fig. Grande, grosso come una casa, grandissimo, smisurato
2. Abitazione di un singolo nucleo familiare; appartamento: c. piccola, spaziosa, accogliente, moderna; c. di due, tre, quattro locali; andare, tornare a c.; uscire di c. ‖ Seconda casa, acquistata, spec. in luoghi di villeggiatura, quando se ne possiede già una dove si vive abitualmente ‖ Cambiare casa, traslocare ‖ Chiudere casa, prepararsi a un'assenza prolungata ‖ Mettere su casa, arredarla, per andarci a vivere; fig. sposarsi ‖ Stare di casa in via ..., abitare a un certo indirizzo ‖ Donna di casa, casalinga ‖ Faccende di casa, pulizie, lavori domestici ‖ Padrone di casa, proprietario di una casa concessa in affitto ad altri ‖ Vestiti da casa, semplici, pratici, senza pretesa di eleganza ‖ fig. La casa di Dio, del Signore, la chiesa | A casa del diavolo, in un luogo fuori mano | Avere la casa aperta, ricevere molti ospiti
3. Edificio destinato a ospitare una collettività o un gruppo particolare di persone, o a un'attività specifica: c. dello studente ‖ Casa di cura, clinica, spec. privata ‖ Casa da gioco, casinò ‖ Casa madre, il primo dei conventi di un ordine religioso, in senso temporale; fig. sede principale di società, aziende, organismi che hanno più filiali ‖ Casa di pena, carcere ‖ Casa del popolo, struttura che comprende le sedi di partiti e associazioni popolari, strutture sportive, ricreative, culturali e sim. ‖ Casa religiosa, convento ‖ Casa di rieducazione, carcere minorile ‖ Casa di riposo, pensionato per anziani ‖ eufem. Casa d'appuntamenti, casa squillo, casa di tolleranza, casa chiusa, postribolo
4. estens. Ambiente familiare, famiglia: nostalgia di c.; atmosfera di c.; ho perso le abitudini di c. mia ‖ Casa Bianchi, famiglia Bianchi ‖ Fatto in casa, di produzione casalinga: un dolce fatto in c. ‖ Fare gli onori di casa, accogliere gli ospiti ‖ Sentirsi a casa propria, come a casa propria, essere a proprio agio ‖ fig. A casa mia, secondo il mio punto di vista | Avere lasciato la testa a casa, dimostrare scarsa attenzione, o essere distratti | Essere di casa, essere amico intimo, frequentare spesso una famiglia o un luogo | Essere tutto casa e famiglia, molto dedito alla famiglia | Essere tutto casa e chiesa, casa e ufficio, dedicarsi solo alla famiglia e alla religione, o alla famiglia e al lavoro
5. estens. Casato, stirpe nobiliare: c. Savoia; la c. Reale
6. estens. Patria: avere in c. gli invasori
7. estens. Nei giochi di società, spec. da tavolo e a scacchiera: ciascuna delle caselle: le case del gioco dell'oca
8. ASTROL Ognuna delle dodici suddivisioni dello zodiaco
9. COMM Ditta, fabbrica: c. costruttrice; c. editrice; c. di moda; c. dolciaria; c. vinicola ‖ Negozio specializzato nella produzione o nella vendita di un determinato articolo: c. del gelato, c. della sposa ‖ Specialità della casa, propria di quel negozio o di quell'esercizio
10. SPORT Nei giochi a squadre, il campo della propria sede ‖ Giocare in casa, nella propria città ‖ Giocare fuori casa, nella città dell'avversario, in trasferta ‖ La squadra di casa, quella ospitante ‖ Casa base, nel baseball, l'angolo del campo da cui si inizia il gioco ‖ PROV. C. mia, c. mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia, ognuno predilige i luoghi e le abitudini che gli sono familiari ‖ dim. → casétta; casìna; → casìno m.; casettìna; casùccia | pegg.
s.f.
1. Edificio a uno o più piani, di dimensioni e aspetto vari, adibito ad abitazione dell'uomo: c. popolare, signorile || seconda c., abitazione non destinata a residenza principale; estens. quella in cui si trascorrono le vacanze | padrone di c., il proprietario rispetto all'inquilino | grande come una c., molto grande, vistoso
2. Abitazione, residenza di un nucleo familiare: aprire, chiudere, cambiare c.; cercare, trovare c. || metter su c., andare ad abitare per proprio conto | fare gli onori di c., ricevere gli ospiti | fatto in c., di lavorazione domestica | donna di c., casalinga | lavori di c., lavori domestici, pulizie | giocare in c., fuori c., nel gergo sportivo, disputare una competizione sportiva nella propria città o nella città della squadra avversaria || figg. abitare a c. del diavolo, fuorimano | sentirsi a c. propria, a proprio agio | portare a c. la pelle, sopravvivere, salvarsi dalla morte | a c. mia, secondo me, a mio parere | non sapere dove stia di c. qlco., non conoscere minimamente qlco. | c. comune, unione ideale di forze, di intenti, di principi politicamente vicini | nel prov. c. mia, c. mia, per piccina che tu sia, mi sembri una badia, per significare il piacere di stare a c. propria
3. La propria famiglia: saluti a c. || essere tutto c. e chiesa, di persona dedita esclusivamente alla famiglia e molto religiosa
4. estens. Casato, dinastia: c. reale
5. Struttura abitativa che ospita persone per un determinato periodo, con finalità specifiche || c. di salute o di cura, clinica, ospedale, spec. privato | c. di riposo, che accoglie persone anziane; è detta anche ricovero | c. circondariale o di pena, carcere | c. dello studente, che ospita studenti | c. da gioco, casinò | c. madre, prima e principale sede di un'impresa o di una congregazione religiosa
6. Ditta, società: c. discografica; negozio specializzato in un settore merceologico: c. del caffè, del formaggio || c. editrice, società che pubblica libri, giornali ecc. apponendovi il proprio marchio
7. Nel gioco degli scacchi e della dama, ciascuna delle 64 caselle della scacchiera
8. astrol. Ciascuna delle dodici suddivisioni celesti corrispondenti ai segni dello zodiaco
9. dim. casetta, casina, casettina | accr. casona, casone m.
10. agg.rel. non derivati dal lemma: (1) abitativo, edile, edilizio; (2, 3) domestico1
11. sec. XIII
Sostantivo
dal latino casa, ossia "capanna, casa rustica"
1. casa f sing (pl.: case) (architettura) edificio costruito per essere utilizzato come abitazione e composto da uno o più piani, suddivisi in vani distinti, ognuno per un uso specifico una casa in pietra un mio amico ha acquistato una bella casa in montagna dimora di una persona; costruzione o struttura in cui uno vive; in particolare la casa in cui uno vive con la sua famiglia ti avviso che stasera torno a casa tardi dal lavoro e, in quel momento solo, si recò in piazza per poi andare a casa e riprendere il lavoro edificio che accoglie temporaneamente, per motivi specifici di salute o altro, alcune categorie di persone ha dovuto ricoverare sua zia in una casa di riposo (senso figurato) (industriale) casa costruttrice ho portato il mio scooter dal meccanico per una riparazione, ma ho dovuto aspettare qualche giorno perché il pezzo di ricambio era reperibile solo presso la casa costruttrice (scacchi) nel gioco degli scacchi, è il nome tecnico della casella sulla scacchiera (astrologia) ognuna di dodici parti in cui è suddiviso il cielo in un dato momento alla tua nascita Saturno si trovava nella settima casa (astrologia) casa lunare: ognuna di ventotto parti in cui è suddiviso il cielo durante il moto di rivoluzione della Luna la Luna entrerà nella venticinquesima casa lunare alle 16:31 di giovedì prossimo
2. casa
Sinonimi
(casa in riferimento al materiale di cui è fatta: pietra, mattoni) costruzione (casa in senso burocratico e legale) stabile (genericamente:casa adibita a vari scopi) edificio, (per es. palazzo d'abitazione (casa in cui si radunano gli studenti per apprendere sotto la direzione degli insegnanti) scuola (casa pubblica in cui si possono consultare libri o prenderli a prestito) biblioteca (casa in cui vengono curati i malati d una certa gravità) ospedale (casa adibita al culto in cui i cristiani pregano) chiesa (casa adibita al culto in cui gli ebrei pregano) sinagoga (casa adibita al culto in cui i musulmani pregano) moschea (casa adibita al culto in cui i buddisti pregano) tempio (casa in cui si recitano commedie) teatro (casa in cui si proiettano film) cinema (in maniera specifica: tipologia) fabbricato (per es. rurale, civile, industriale) (casa in cui si abita in senso generico) abitazione (casa in cui si risiede abitualmente) dimora (casa in cui si abita in senso amministrativo) residenza (casa dove si curano i propri interessi o si fanno affari) domicilio (casa in comproprietà per più famiglie) condominio (grande casa signorile o per uffici pubblici) palazzo (per es. il palazzo dell'INPS) (casa signorile per più famiglie) palazzina (casa per più famiglie abitata da ceti popolari) casamento (parte di condominio abitata da una famiglia o da persone sole) appartamento (casa ampia ed elegante con grande giardino, signorile) villa (antico), (letterario) (casa signorile) magione (casa dei re o specialmente con valore iperbolico: casa magnifica) reggia (piccola casa con giardino) villetta (casa unifamiliare o bifamiliare con giardino) villino (in campagna: casa isolata) casale, casolare (casa di campagna di pregio) cottage (in alta montagna: casa in legno utilizzata stagionalmente come ricovero) baita (in montagna: casa di villeggiatura o per fare sport) chalet (casa misera, povera) tugurio, stamberga, casupola (casa misera e decrepita) catapecchia (di animali selvatici) tana, covo (di animali: uccelli) nido (senso figurato) (ambiente domestico) focolare, tetto, mura domestiche, nido (per estensione) (casa in senso di discendenza) famiglia, casato, stirpe (casa regnante appartenente alla stessa famiglia) dinastia (casa in senso commerciale) impresa, ditta, azienda (diritto: in riferimento ad un impresa commerciale) società (casa di un'impresa) sede (casa in cui lavorano gli operai) fabbrica (casa dove si depositano le merci ed altro materiale) magazzino (casa dove si vendono le merci al dettaglio) negozio (giochi: scacchi) casella (casa nel senso di fortificazione) mura (insieme di case limitrofe ove risiedono generalmente persone dello stesso ceto) quartiere: es. quartiere popolare (casa per militari) quartiere (casa dei propri padri nel senso di antenati) patria, terra (casa da cui ripararsi dalle intemperie o dai pericoli) ricovero (casa dove si sta temporaneamente) alloggio (casa per persone bisognose o per bambini in età prescolare) asilo (casa per detenuti) carcere (finta casa adibita a postazione da sparo per l'artiglieria) casamatta (casa da gioco) casinò
Parole derivate
casabase, casale, casalina, casalinga, casalinghità, casalinghitudine, casalingo, casalino, casamatta, casamento, casamobile, casareccio, casata, casatico, casato, casatorre, caseggiato, casella, casellante, casellario, casellista, casello, casereccio, casiere, casigliano, casinista, casino, casinò, casolare, casone, casotto, casula, rincasare, senzacasa
Alterati
(accrescitivo) casone (in particolare in riferimento a impianti come quelli delle funivie) (diminutivo) casina (vezzeggiativo) casetta
Proverbi e modi di dire
casa del diavolo: inferno a casa del diavolo: in capo al mondo casa di correzione: riformatorio casa di pena: prigione, carcere casa di cura: clinica in genere per malati di mente casa del Signore: chiesa questa casa è un accampamento casa chiusa, casa di tolleranza, casa d'appuntamento: bordello casa dolce casa casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia: avere una casa propria significa avere più libertà essere casa e chiesa: essere una persona retta, a volte anche con accezione negativa essere di casa : essere frequentatore abituale di un certo ambiente; (per estensione) (di fatti più o meno avversi) essere consueti mettere su casa : crearsi una famiglia giocare in casa: agire in un ambiente conosciuto tornare a casa: usato anche con significato più ampio, come tornare in patria o nella propria città donne per casa, una in figura, l'altra in pittura: se si vuole la pace in casa deve esserci una sola donna grosso come una casa: qualcosa di notevole, molto evidente ha commesso un fallo grosso come una casa gli ha fatto un regalo grosso come una casa Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso aiutarli a casa loro: slogan politico che rappresenta l'idea di poter ridurre l'emigrazione favorendo lo sviluppo dei Paesi di origine portare a casa: ottenere lavorando portare a casa la pelle riaversi dopo aver evitato un grave pericolo
casa /'kasa/ s. f. [lat. casa, propr. "casa rustica"]. - 1. (archit.) [costruzione eretta per scopi abitativi: c. di città; c. di campagna] ≈ abitazione, alloggio, casamento, caseggiato, condominio, edificio, fabbricato, palazzina, palazzo, [spec. signorile] dimora, [spec. signorile] residenza. ⇓ appartamento, attico, baita, baracca, casale, mansarda, monolocale, seminterrato, villa, villetta, villino. 2. (estens.) [edificio in cui convivono o sono temporaneamente accolte determinate categorie di persone e, anche, l'istituzione stessa che l'amministra] ● Espressioni: casa chiusa (o di tolleranza) → □; casa da (o di) gioco → □; casa di correzione → □; casa di cura → □; casa di pena (o di reclusione o circondariale) → □; casa di riposo → □. 3. [luogo che una persona o una famiglia abita: avere, non avere una c. propria; essere, stare, restare in c. o a c.] ≈ abitazione, alloggio, appartamento, dimora, (burocr.) domicilio, (burocr.) residenza. ● Espressioni: cambiare casa ≈ traslocare; fig., casa di Dio ≈ chiesa; donna di casa → □; fig., fatto in casa ≈ artigianale, casalingo, fatto a mano; fig., mettere su casa 1. [contrarre matrimonio] ≈ sposarsi. 2. [attrezzare una casa con mobili] ≈ ammobiliare, arredare; prendere casa [fissare il domicilio in un luogo] ≈ domiciliarsi, (fam.) sistemarsi, stabilirsi; stare di casa ≈ abitare, vivere. ▲ Locuz. prep.: fig., a casa del diavolo [in un luogo irraggiungibile, anche iperb.] ≈ (pop.) allo sprofondo, in capo al mondo, lontanissimo. 4. (sport.) [campo della squadra che ospita una gara: il Milan domenica ha giocato in c.] ▲ Locuz. prep.: fuori casa ≈ in trasferta. 5. (estens.) [le persone conviventi di uno stesso nucleo familiare] ≈ famiglia, focolare, nido, tetto. ● Espressioni: fig., fare gli onori di casa ≈ ↓ accogliere, ricevere. 6. (estens.) [famiglia nobile e ricca, vista nella sua continuità genealogica: è l'ultimo discendente di una nobile c.; C. Reale] ≈ [→ CASATA]. 7. (comm.) [società commerciale: c. editrice; vino della c.] ≈ azienda, compagnia, ditta, impresa, società, [azienda di alta moda] maison. 8. (gio.) [nel gioco degli scacchi o della dama, ognuno dei sessantaquattro riquadri in cui è divisa la scacchiera] ≈ casella. □ casa chiusa (o di tolleranza) [luogo dove si esercita la prostituzione femminile] ≈ (volg.) bordello, casa di appuntamenti, casa di malaffare, casa di piacere, (pop.) casino, (lett.) lupanare, (lett.) postribolo. □ casa da (o di) gioco ≈ (disus.) casino, casinò. ‖ bisca. □ casa di correzione ≈ carcere, correzionale, riformatorio. □ casa di cura ≈ clinica. ‖ ospedale. □ casa di pena (o di reclusione o circondariale) ≈ carcere, galera, penitenziario, prigione, reclusorio. □ casa di riposo ≈ gerontocomio, ospizio. □ donna di casa ≈ casalinga, massaia. Tipi di abitazione - C. è il termine più generico per designare il luogo coperto destinato all’abitazione di una o più persone o famiglie. Ha tutta una serie di sinon. più specifici secondo le caratteristiche fisiche e la tipologia. Una villa è una casa lussuosa, destinata per lo più a una sola famiglia (esistono peraltro anche ville bifamiliari o trifamiliari); più piccoli e meno sfarzosi saranno una villetta o un villino. Palazzo o palazzina (più bassa e spesso più elegante) indicano una costruzione (in verticale) contenente più appartamenti. Da non confondere quest’uso com. di palazzo con un altro sign., limitato ormai quasi solo a denominazioni cristallizzate, di «castello o grande dimora sfarzosa»: Palazzo reale; Palazzo Madama. Con uso assol., palazzo (spesso con l’iniziale maiusc.) indica anche il centro del potere: le congiure di palazzo. Anche condominio indica un insieme di più abitazioni, ma, mentre palazzo e palazzina si riferiscono all’aspetto architettonico, condominio rimanda all’organizzazione e all’amministrazione: riunione di condominio; convivenza di condominio. Palazzi dall’aspetto spesso modesto, dal costo relativamente contenuto e talora assegnati con forti riduzioni di spesa a famiglie povere sono chiamati c. popolari. Al sing., si può parlare anche di casamento, nel senso di «grande casa, non di lusso, adibita all’abitazione di più famiglie». Un palazzo particolarmente squallido, massiccio e popolato viene anche detto, spreg. o scherz., casermone. Casale, casolare o cascina, e l’ormai non com. c. colonica, indicano una c. di campagna con annesso terreno. Un appartamento è un’abitazione posta all’interno di una struttura di più abitazioni consimili (di solito un palazzo, ma anche un residence, inteso come insieme di più villette o palazzine adiacenti) destinata, solitam., a un unico nucleo familiare. Un appartamento può anche essere detto c., che è termine più com.: la mia c. è al terzo piano. Se l’appartamento è costituito da una sola stanza (oltre ai servizi) è un monolocale. Attico è invece l’ultimo piano di un palazzo, arretrato rispetto alla facciata. Se è costituito da due piani, si parla in genere di attico e superattico; un ultimo piano, e con il soffitto spiovente, sarà invece una mansarda. Un appartamento che si trovi in gran parte sotto il livello del terreno è detto seminterrato. Recente l’uso in ital. del termine ingl. loft, per designare un monolocale di notevoli dimensioni, generalm. ricavato da magazzini in disuso, particolarm. in voga, secondo l’influenza nordamericana, tra artisti e persone di status medio-alto. Una baita è una piccola casa di montagna, col tetto molto spiovente e costruita in gran parte in legno; analogo è lo chalet; se la baita è in alta quota, e destinata all’accoglienza di turisti, sciatori o scalatori, è detta rifugio. Baracca è una casa costruita con mezzi di fortuna (lamiera, cartone, legname di scarto e sim.), abitata da persone molto povere. Abituro, bicocca e catapecchia indicano case brutte e squallide. Varietà di registro - Lo stile e il contesto determinano vari sinon. di c., dai più o meno burocr. abitazione e domicilio (ormai quasi esclusivo della modulistica), a residenza (sia burocratico, sia ricercato, secondo i contesti: la residenza estiva degli Asburgo); dai tecnicistici o burocratici fabbricato e stabile, al ricercato alloggio (adatto per lo più per abitazioni temporanee, come alberghi e sim.: dovrei trovare un alloggio per una settimana; in questo senso è più usato il fam. sistemazione), al lett. dimora. Significati estensivi - Talora con c. si intende il luogo degli affetti, con il sinon. famiglia e, in senso allargato, patria: quando sono con voi mi sento proprio a casa. Sinon. più ricercati, talora lett. e poet., sono focolare, nido, tetto: quella pace godrò, che in regio tetto / lunge da te questo mio cor non gode (P. Metastasio). C. è anche spesso usato per introdurre un cognome ƒpronto, qui c. Benelli), e in questo senso è sinon. più com. di famiglia. Solo per cognomi illustri e storici si può usare casata, stirpe, schiatta: gli amori della c. reale inglese; la storia di c. Savoia.
La casa (dal latino "casa", capanna) è un edificio, o una sua porzione, utilizzato stabilmente da una o più persone come luogo di residenza.
La casa ha una lunga storia, che inizia nei primi tempi storici, quando gli esseri umani abbandonarono i ricoveri temporanei e, grazie alle acquisite conoscenze di costruzione, iniziarono a realizzare luoghi permanenti in cui abitare.
Il concetto può anche corrispondere a quello di unità abitativa, coniato dal Movimento Moderno in architettura, che è stato nella storia il primo elemento funzionale. L'insieme delle persone che abitano una singola unità abitativa si definisce nucleo familiare ed è un concetto rilevante nel campo statistico.
Storia
Nel IV secolo a.C. iniziano a diffondersi tipi di case che rispecchiano la formazione della famiglia come nucleo autonomo. Di solito sono addossate una all'altra a formare quasi degli isolati. Prende così piede un modello abitativo esteso: dalla Mesopotamia all'Egitto, da Creta all'antica Grecia.
Adeguandosi all'ambiente sociale e climatico, l'abitazione mesopotamica si sviluppa intorno ad un cortile interno scoperto, dal quale si accede ai vari ambienti. Le zone sono ben distinte: al piano terreno si svolge la vita degli uomini, al piano superiore risiedono le donne e i servi.
L'antico Egitto invece trovò soluzioni collettive in case comuni a terrazze, costruite con mattoni grezzi e paglia, costituenti talora veri e propri quartieri.
Per quanto riguarda la casa romana, derivata dalla casa greca e da quella etrusca, era distribuita intorno ad uno o due cortili (atrium e peristilium) e si divideva in una parte adibita alla vita privata. Ad esigenze di difesa e di vita comunitaria rispondevano anche i monasteri comparsi nell'alto Medioevo, fondati sulla compresenza delle abitazioni (le celle dei monaci organizzate intorno al chiostro), della vita sociale e della preghiera (refettorio e chiesa) e dell'attività lavorativa, soprattutto agricola. Intorno ad essi ben presto si formarono piccole comunità di abitanti.
Nel Rinascimento, seguendo le tendenze culturali dell'epoca, la casa si configurò su modello di quella romana, con cortili di forma rettangolare o quadrata; la residenza comune si mantenne di tipo unifamiliare e mista a funzioni commerciali.
Immutata restò la situazione nell'età barocca finché, a partire dalla fine del XVIII secolo, cominciarono a sorgere case plurifamiliari su più piani, in risposta alle richieste di una popolazione urbana in continuo aumento. Con la rivoluzione industriale, poi, si pose frontalmente il problema dell'abitabilità per le grandi masse affluite nella città.
Città, urbanizzazione ed edilizia popolare
La prima città dove, nel corso dell'Ottocento, si afferma un tipo di abitazione proletaria è Londra, con i cosiddetti slums: tristemente famosi per le scarse condizioni igieniche essi altro non erano che modesti monolocali su un unico piano che servivano in pratica da dormitori. L'orrore per lo squallore, la malattia e l'immoralità che ne derivavono spinse alcuni filantropi a fornire alloggi in case popolari e alcuni proprietari di fabbriche costruirono interi villaggi per i loro lavoratori. Nel 1885, lo Stato Britannico promulgò l'Housing of the Working Classes Act del 1885, che autorizzava gli enti locali a chiudere le proprietà malsane e li incoraggiava a migliorare gli alloggi nelle loro aree.
Il problema abitativo nella società di massa fu affrontato nei primi decenni del Novecento dagli architetti del Modernismo. Grazie al calcestruzzo armato è possibile costruire abitazioni che variano in rapporto alla necessità. Da qui anche l'interesse per la prefabbricazione, che consente la variabilità degli spazi ma anche l'allestimento veloce. Essa risolve anche, in parte, la richiesta di case a prezzo economico ma spesso si trova a fare i conti con un'innegabile incompatibilità ambientale con ecosistemi, paesaggi.
Edilizia residenziale pubblica
Nel 1890 fu avviato a Londra il primo progetto abitativo su larga scala al mondo, la Boundary Estate, completato dal Consiglio della Contea di Londra nel 1900.
A questi eventi si fa risalire l'origine dell'edilizia residenziale pubblica. I progetti di edilizia popolare furono sperimentati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti negli anni '30, ma si diffusero a livello globale solo dopo la seconda guerra mondiale.
Alcuni paesi hanno politiche residenziali pubbliche e sociali molto avanzate: in Danimarca oltre un milione di abitanti vive in alloggi pubblici o a prezzo calmierato (con almeno il 40% di ogni nuovo quartiere destinato ad housing sociale), mentre a New York City vi è il NYCHA, che ospita oltre mezzo milione di persone principalmente nei quartieri centrali di Manhattan e Brooklyn con il solo requisito del reddito annuale inferiore a 90.000$.
Tipi di casa
La grotta è la prima forma di casa riparata, scavata nella roccia in seguito a fenomeni di erosione, soprattutto marina, fluviale o glaciale e di altre specie.
La tenda, invece, accompagna fin dal suo apparire il nomadismo dell'uomo ed esiste tuttora in forme assai varie.
La capanna, che compare nel Neolitico, implica già un progetto di architettura primitiva; il tipo più elementare è un riparo costruito con rami piegati ad arco e fissati al terreno per le due estremità e quindi ricoperti di frasche: è il tipo detto ad alveare. Il tipo cupoliforme, invece, è più complesso ed è usato tutt'oggi da molti popoli. I materiali variano secondo il clima e la cultura del popolo: dal feltro dei Mongoli alla pelle di bisonte dei Sioux al ghiaccio per gli iglù degli Inuit.
Un tipo particolare di abitazione, anch'esso risalente al Neolitico, è costituito dalle palafitte o case sugli alberi, ovvero da case di legno innalzate su piattaforme infisse nell'acqua su alti pali, allo scopo di difesa in ambienti acquitrinosi e paludosi.
L'uso del legno per le abitazioni è, comunque, tipico delle aree boschive settentrionali ed estremo orientali, mentre l'uso del mattone contraddistingue le aree meridionali e orientali.
La costruzione con muri di argilla, ciottoli e pietre a blocchi cominciò alla fine del Neolitico, nelle grandi civiltà d'oriente. Qui iniziarono ad essere costruite case la cui struttura rimarrà immutata nel corso dei secoli. Sono prevalentemente abitazioni ad uno o più piani, con il tetto a forma di terrazza che serve a raccogliere l'acqua piovana.
Attualmente in Giappone le case sono strutturate per i frequenti terremoti, per questo sono leggerissime e mobili. La semplicità dell'arredamento, inoltre, esprime il distacco tra il nucleo familiare ed il mondo esterno, garantendo alla casa un significato di luogo ideale e di riposo.
Tipologia edilizia
- Casa unifamiliare destinata ad ospitare un solo nucleo familiare ed è isolata e circondata da un grande spazio verde privato. Questo tipo abitativo richiede un considerevole sviluppo di strade e condutture per i servizi ed è caratteristico delle aree a densità abitativa molto bassa. Un esempio è il maso. - Casa a schiera se costituite dall'aggregazione di alloggi unifamiliari, ciascuno dei quali ha due lati in comune con gli alloggi contigui e dispone di due fronti liberi, l'ingresso e il giardinetto privato e generalmente si dipana su due piani. - Un altro tipo di aggregazione a bassa intensità è la casa a corte. - Altro tipo, sempre più in disuso è la casa a ballatoio. - La palazzina plurifamiliare è un condominio consistente in un fabbricato solitamente libero da ogni lato, costruito su aree piuttosto ristrette, con 2-6 appartamenti per piano e con un numero variabile di piani solitamente 3-6. Caratteristico di questo tipo abitativo sono i cortili interni o le chiostrine sulle quali si affacciano i vani di servizio. Questa soluzione abitativa si è diffusa nelle prime fasce periferiche delle grandi città nel secondo dopoguerra, non sempre con effetti positivi. Difatti questa soluzione abitativa spesso dà luogo a edifici isolati ma vicinissimi gli uni dagli altri, senza i servizi pubblici e le aree verdi. - La casa in linea è un impianto strutturale che è determinato dall'aggregazione di almeno due palazzine unifamiliari. Il numero di piani (da tre fino a sei), dei corpi scala e degli alloggi per piano (da due fino a quattro e più) è variabile. Il corpo di fabbrica ha generalmente dimensioni costanti lungo l'asse trasversale e può crescere indefinitamente lungo l'asse longitudinale. Questo tipo di soluzione abitativa è detta "a stecca" quando l'asse longitudinale è rettilineo, "a crescente" quando tale asso è curvo, "ad angolo" quando segue assi di aggregazione ortogonali. Nel migliore dei casi tali costruzioni sono ubicate nel verde e dotate di scuole, servizi commerciali e per il tempo libero.
- La casa a torre è un particolare tipo di condominio isolato a sviluppo verticale le cui origini nascono dalla necessità di diradare nel verde gli edifici pur mantenendo alta la densità abitativa. Questa soluzione abitativa fu promossa soprattutto dagli architetti razionalisti nella prima metà del '900 perché offriva maggior superficie libera di suolo per uso pubblico e gli alloggi erano dotati di migliori condizioni di illuminazione e aerazione. La casa a torre può superare i 30 metri e presenta un numero variabile di appartamenti per piano.
Spazi interni e aggregazione
Le moderne case sono dotate di più spazi interni adibiti a specifiche funzioni. Tra i principali:
- l'ingresso è la stanza in cui si apre la porta di entrata; - il salotto o soggiorno è la stanza accogliente e di dimensioni relativamente ampie in cui si sta abitualmente nel tempo libero; - la cucina è la stanza adibita alla preparazione a alla cottura dei cibi. È detta cucina abitabile qualora sia abbastanza grande da poter consumarvi i pasti (altrimenti vi è la sala da pranzo). In Italia la cucina molto spesso è utilizzata alla stregua del salotto diventando la stanza principale in cui si soggiorna; - la sala da pranzo stanza destinata al consumo dei cibi; - lo studio stanza dedicata alle attività intellettuali o all'installazione di un computer; - il disimpegno o corridoio di servizio è il locale della casa che consente l'accesso ad altri locali della casa; - il bagno è la stanza destinata all'igiene personale ed è dotata dei necessari apparecchi igienici. Spesso per questioni di economicità e spazio il bagno ricopre anche il ruolo della super lavanderia, dotandosi degli apparecchi necessari al lavaggio dei capi di vestiario; - la lavanderia è la stanza adibita al lavaggio e trattamento dei capi di vestiario; - la camera da letto è la stanza destinata al riposo e al recupero notturno e può essere "matrimoniale" se adibiti a letto matrimoniale, "doppia" se adibiti a due letti singoli o "singola" se adibita a un solo letto singolo. Si chiama "camera degli ospiti" se adibiti esclusivamente al pernottamento degli ospiti; - il balcone, la terrazza o la loggia negli appartamenti sono tesi a sopperire all'assenza di un giardino.
Servizi e sistemi
L'interno della casa può usufruire dei servizi di erogazione d'acqua, luce e gas ed altri servizi attraverso rispettivamente:
- impianto idraulico; - impianto elettrico (illuminazione e utilizzo di apparecchiature elettriche quali gli elettrodomestici); - impianto a gas (caldaia + tubature per ottenere riscaldamento, acqua calda, energia termica per cucina); - impianto di ricezione televisiva (antenna + cavo coassiale); - impianto di telefonia fissa.
A partire dagli anni 2010, l'integrazione tra tecnologia, impianti e servizi nella casa va sotto il nome collettivo di domotica.
Significati affettivi, psichici, e sociali
La casa non è solo il luogo fisico costruito e abitato dagli uomini. Nel significato affettivo di «focolare», essa è anche una rappresentazione simbolica spesso utilizzata in psicologia. Ad un livello psicologico profondo, infatti, la casa va a costituirsi come le fondamenta stesse della vita psichica di un individuo, per cui "essere a casa" equivale a "essere integri a livello psicologico".
Questo utilizzo metaforico della "casa" è stato impiegato da Renos K. Papadopoulos per l'analisi e il trattamento dei rifugiati, i quali si trovano a essere tutti indistintamente accomunati, più che da un trauma, dall'abbandono doloroso della propria casa e dal tentativo di recuperarla. Secondo le parole di Papadopoulos, «la casa non è soltanto un luogo, ma anche il fascio di sentimenti associato a esso». Ed essendo, inoltre, il posto dove gli opposti vengono fatti coesistere e dove sono mantenuti in equilibrio, ovvero contenuti, la "casa" va a definirsi come la matrice stessa della soggettività.
L'azione simbolica realizzata dalla "casa" sulla vita psichica degli individui si riflette anche su quella sociale, andando a rappresentare un costrutto chiave che riunisce, e in parte sovrappone, tre campi: oltre che quello intrapsichico, anche quello interpersonale e quello sociopolitico. Di conseguenza, quando si perde la "casa" si perdono o si frammentano anche le sue funzioni organizzatrici e contenitrici e ciò può portare alla frantumazione dei tre livelli: individuale-personale, familiare-coniugale e socio-economico/culturale-politico. È questa destrutturazione che nei rifugiati porta, secondo l'analisi di Papadopoulos, al disorientamento nostalgico.
Questo significato allegorico della casa ha portato a vedervi una sorta di «nido» in ambito letterario, ad opera di alcuni poeti fra cui spicca Giovanni Pascoli.
Un'altra funzione importante della casa è quella di fornire una base coerente alla storia delle famiglie, quale luogo dei ricordi. Una storia che non ha valore obiettivo ma che ordina e rende coerente tutti i momenti che gli individui hanno vissuto, da quelli peggiori a quelli migliori. In questo modo essi sono resi intelligibili, comprensibili e danno, agli attori di quegli stessi eventi, un senso di continuità e di prevedibilità.
Urbanizzazione
Dal 2007 la maggioranza degli esseri umani vive in città; la casa di città è dunque la tipologia prevalente. Il processo di crescita e organizzazione di una città è detto urbanizzazione. La maggior parte dell'area di una città è occupata dai nuclei abitativi o tessuto urbano (case, vie, strade). L'urbanistica e le relative norme territoriali definiscono molti aspetti qualitativi delle case costruite oggi.
Le città tendono ad espandersi molto rapidamente, con conseguenti problemi di inquinamento, affollamento, traffico e infine condizioni di vita stressanti. Quando manca uno sviluppo regolamentato e ordinato, accade spesso che attorno alle grandi città si sviluppi una baraccopoli (anche dette slum, bidonville, favela), un insediamento urbano densamente popolato, caratterizzato da edifici fatiscenti e condizioni di vita al di sotto degli standard di benessere. Le case vengono costruite per lo più con materiali di recupero e in zone carenti di servizi (acqua potabile, rete fognaria, energia elettrica, trasporti) e di condizioni igienico-sanitarie soddisfacenti.
Edilizia popolare
Il problema di alloggiare stabilmente un influsso di molte persone che non dispongono di una casa può dare origine a soluzioni autogestite come le baraccopoli o a progetti centralizzati disposti dal governo o da privati interessati a prendersi cura dei meno abbienti o dei propri lavoratori.
I progetti di edilizia popolare furono sperimentati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti negli anni '30, ma si diffusero a livello globale solo dopo la seconda guerra mondiale. I programmi nazionali di edilizia sovvenzionata hanno portato alla costruzione di milioni di case nel mondo, con metodologie e sistemi di finanziamento molto diversi tra di loro, tra cui l'assegnazione gratuita ma vincolata, la concessione in affitto, l'affitto con riscatto, la sovvenzione alla costruzione.
In alcuni paesi o zone geografiche la percentuale di case 'popolari' arriva al 50%. In Europa, nel 2012 la media era attorno al 25%, e in Italia inferiore al 5%.
Indici dei prezzi delle case
Un indice dei prezzi delle case (HPI) misura le variazioni di prezzo delle abitazioni residenziali come variazione percentuale da una data di inizio specifica (che ha un HPI di 100). Tali indici possono essere reali o nominali a seconda rispettivamente che tengano conto dell'inflazione oppure no. Ad esempio se l'indice dei prezzi nominale delle case parte da 100 nel 2010 e raggiunge 120 nel 2020, ciò indica un aumento del 20% dei prezzi delle abitazioni a meno dell'inflazione. L'OCSE fornisce dati sull'indice dei prezzi delle case per i suoi paesi membri. In particolare fornisce indici dei prezzi reali e nominali, rapporti prezzo/affitto e prezzo/reddito e indice degli affitti.
Aspetti legali
In tutte le culture l'uomo è legato a delle abitazioni, siano esse piccole o grandi, fisse o mobili, più o meno durature o fragili. La possibilità di ritirarsi in un luogo privato e riparato, in cui potersi riposare, rifocillare e accudire la propria famiglia è ormai considerato un diritto. Il diritto all'abitazione viene sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani ed è presente in molte costituzioni nazionali.
L'art. 47 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che la Repubblica "Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione". Tale affermazione, riferita al contesto storico del dopoguerra, sembra indicare che i piccoli risparmiatori che puntano all'acquisto di una casa debbano essere incentivati e tutelati.. Più esplicitamente, la Corte Costituzionale ha ribadito il diritto dei cittadini italiani alla abitazione, ad esempio con le sentenze n. 49/1987, e n. 119 del 24 marzo 1999, allineandosi alle carte dei diritti internazionali.
Per abitare una casa, l'occupante può costruirla, comprarla, prenderla in affitto, o occuparla a titolo gratuito, legalmente o illegalmente. Spesso succede che il proprietario voglia modificare o ingrandire la propria casa. Questa casistica è universalmente comune e regolata da leggi e norme assai complesse e particolareggiate, frutto di centinaia di anni di dispute, e che richiedono l'intervento di professionisti specializzati e il coinvolgimento delle autorità locali, regionali e a volte nazionali.
Costruzione e modifica
La costruzione e la modifica di una abitazione solida e fissa, con delle pareti e un tetto, viene regolata dalle norme edilizie, dalla pianificazione territoriale (es. piano regolatore), dalle leggi e tradizioni locali. Solitamente, le regole per una dimora temporanea come una capanna o una tenda sono più semplici.
Nel mondo occidentale, per costruire una casa, è necessario disporre di un terreno sufficientemente ampio, di un progetto che rispetti le norme nazionali, regionali e locali, avere l'approvazione di tutte le autorità del territorio, e, in funzione della complessità del progetto, disporre di tecnici ed attrezzature professionali con qualifiche e coperture sufficienti a garantire la sua corretta esecuzione. Sul progetto incidono gli indici di edificabilità, il contesto urbano o rurale, la disponibilità di servizi (acqua, luce, gas, rete fognaria), le caratteristiche geologiche del terreno, le tradizioni storiche locali, che possono determinare materiali, forme e colori.
Il mancato rispetto delle norme, nella forma o nella sostanza, viene detto abuso edilizio.
In Italia, nel 2001 è stata emanata una legge-cornice che riguarda l'edilizia, il Testo unico dell'edilizia. La costruzione o la modifica di una abitazione esistente è definito intervento edilizio, e richiede solitamente un documento detto permesso di costruire.
Possesso e compravendita
Molte persone aspirano a possedere la casa in cui vivono, perché desiderano maggiori possibilità di personalizzazione, lo ritengono un investimento o lo percepiscono come una sicurezza. In alcuni contesti, in particolare nelle zone rurali o di scarsa urbanizzazione, è possibile costruire la propria casa, avendo un terreno e l'autorizzazione a costruire. Nelle zone più urbanizzate invece, la scarsa disponibilità di spazi liberi e la complessità burocratica del processo di autorizzazione rende più frequenti le operazioni di compravendita.
Possesso
Il possesso di una casa, e in generale di un immobile, indica che la legge tutela alcuni diritti di proprietà, ma non la libertà di disporne come meglio si crede. In particolare nei contesti urbani, vi sono forti vincoli sulle modifiche possibili ad una casa. Tipicamente, non è ammesso variarne la volumetria, né stravolgere l'aspetto, né la funzione (in Italia, cambio di destinazione d'uso). Questi vincoli aumentano se la casa si trova in un contesto di condominio o di case tutte simili fra loro (es. villetta a schiera), in un centro storico, in una località turistica o un parco naturale (beni culturali, vincoli paesaggistici).
Viceversa, il proprietario di una casa è legalmente responsabile del pagamento di tasse e imposte, della manutenzione, del decoro delle parti visibili e dell'incolumità di vicini e passanti.
Il possesso di una casa o di un appartamento non implica il possesso del terreno su cui poggia l'abitazione.
Compravendita
A causa di diversi fattori tra cui: alto valore dello scambio, difficoltà ad assegnare un valore esatto alla casa, vincoli legali a cui è assoggettata la proprietà, attribuzione delle responsabilità in caso di difetti riscontrati nel tempo, la compravendita di una casa è una operazione complessa a cui sono chiamate a partecipare diverse figure tecniche e, spesso, operatori finanziari. Solitamente ci si affida ad un agente immobiliare per stabilire il valore dell'immobile, e ad un notaio per formalizzare il passaggio di proprietà. In Italia, i passaggi tipici sono: la proposta d'acquisto, il contratto preliminare e il rogito notarile di vendita.
Se il compratore non dispone di tutta la cifra necessaria per l'acquisto, può tentare la strada del prestito. In questo caso una banca potrà anticipare la cifra necessaria a completare il valore dell'acquisto (la percentuale di finanziamento) e stabilire una restituzione nel tempo, a garanzia del quale avrà l'abitazione stessa. Questo genere di finanziamento viene detto mutuo.
A prescindere dalla disponibilità economica, non tutti possono comprare casa: ad esempio possono esserci vincoli di cittadinanza o di residenza per un certo numero di anni. In Italia, al 2020, gli stranieri che vogliono acquistare una casa devono essere residenti con permesso di soggiorno, o appartenere ad uno stato che abbia una convenzione che garantisca la reciprocità del diritto.
Affitto
Chi non vuole o non può comprare casa può prendere la strada dell'affitto. In gergo tecnico, con un contratto di locazione, una parte (detta locatore) si obbliga a permettere a un altro soggetto (conduttore o locatario) l'utilizzo di una cosa per un dato tempo in cambio di un determinato corrispettivo (detto "pigione" o "canone"). In generale, un contratto di affitto definisce: chi (locatore e locatario), cosa (casa o stanza ed eventuali accessori), per quanto tempo, il valore dello scambio, la cadenza dei pagamenti. In molti stati, se il locatore cede l'immobile, non ne consegue lo scioglimento del contratto.
Spesso, alla firma del contratto, il locatario versa una caparra, cioè una garanzia contro eventuali danni o mancati pagamenti. Locatore e conduttore hanno entrambi l'obbligo di mantenere la casa in buono stato, ognuno per la sua parte. In alcuni paesi è richiesta una copertura assicurativa dell'immobile, per coprire danni accidentali a cose o persone nel corso del contratto (fulmini, fuoco, fumo, furto ecc.).
In molti stati, compreso l'Italia, il canone percepito dal locatore è considerato un reddito tassabile.
In Italia
In Italia il contratto di affitto è regolato dal codice civile italiano. Esistono diversi tipi di contratto, che si distinguono in base alla durata e alle forme di pagamento, tra cui: il contratto a tempo indeterminato, la locazione stagionale, la foresteria, il contratto con riscatto.
Il locatore deve consegnare un'unità abitativa che abbia il certificato di abitabilità, in conformità con la legge italiana, con quella regionale e con il regolamento edilizio comunale. Salvo patto contrario, il conduttore ha la possibilità di sublocare il bene.
La condizione di occupazione di una casa non direttamente occupata dal proprietario dà luogo a differenza di trattamento, per esempio tributario, da parte degli enti pubblici e degli enti locali, in genere con vantaggio per la casa occupata e svantaggio per la casa sfitta.
Comodato
La propria casa può essere messa a disposizione di terzi gratuitamente, o quasi, in comodato d'uso. Ad esempio, possono essere stipulati accordi di comodato tra membri della stessa famiglia estesa, con l'obiettivo di concedere o scambiarsi l'uso di proprietà 'di famiglia' tra loro. La principale distinzione rispetto alla locazione è che non è previsto un pagamento, se non a copertura delle spese vive, o in forma di lavoro di manutenzione; in questi casi si parla di comodato oneroso.
In Italia
In Italia, il comodato è regolato dal Codice civile, artt 1803-1812, nonché da altre norme sparse, fra cui norme tributarie che ne impongono la registrazione presso l'Agenzia delle entrate, a pena di nullità.
Occupazione
Infine, una casa può essere occupata, con o senza il benestare della società civile. Nel primo caso può trattarsi di occupazione di una unità abitativa che non appartiene ad alcuno (cosiddette res nullius) o è stato volontariamente abbandonato dal proprietario (cosiddetta res derelicta). Nel secondo si definisce 'occupazione abusiva'.
Italia
L'occupazione è regolata dagli articoli 923 e seguenti del Codice Civile. I beni immobili che non appartengono a nessun privato, sono di proprietà dello Stato (art. 827 cc.) o delle regioni a statuto speciale. I privati possono acquistare la proprietà degli immobili vacanti solo con l'usucapione. Nel linguaggio giuridico, l'occupazione abusiva viene definita invasione di terreni o edifici.
In Italia le vicende degli immobili occupati abusivamente fanno spesso notizia: a volte i protagonisti sono i centri sociali, a volte immigrati clandestini, a volte i quartieri di edilizia popolare mal gestiti. Viceversa, i piccoli borghi dell'entroterra invitano a ripopolare i paesini offrendo case ad un prezzo simbolico, come promosso dal progetto 'Case ad 1 Euro'.
Dimora, Residenza e Domicilio
Secondo il codice civile italiano, la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (art. 43, II comma c.c.). È possibile avere più di una dimora di fatto, anche se per qualificare un'abitazione come dimora è necessario un minimo di stabilità. La residenza non ha necessariamente a che fare con l'abitazione dichiarata come prima casa. In Italia la residenza può essere riferita a un solo comune, ai fini dell'iscrizione alle liste elettorali e di tutti gli altri benefici fiscali e legali cui hanno diritto i residenti di una determinata località.
Anche se talvolta si parla indifferentemente di residenza e domicilio, dal punto di vista giuridico la residenza, che ha a che fare con l'abitare, è diversa dal domicilio, definito come sede di affari e interessi. Diverso ancora il concetto di domicilio all'art. 14 della Costituzione Italiana, che afferma che Il domicilio è inviolabile., specificando che ispezioni, perquisizioni oppure sequestri possono essere compiuti solo nei modi stabiliti dalla legge.